10 marzo 2010
LOS ANGELES - Con il suo discorso di ringraziamento ha commosso gli spettatori del teatro e quelli che la seguivano dalla tv. Premio Oscar come
migliore attrice protagonista per "The Blind Side", Sandra Bullock ha voluto rendere omaggio "al significato, per me, di questo film",
cioè "le mamme che si occupano dei bambini, non importa da dove vengono". Nel film, ispirato a una storia vera, l'attrice interpreta una
madre volitiva e grintosa che spinge in tutti i modi il figlio adottivo, un ragazzo afroamericano con molti problemi, a farsi avanti nella vita e, se
possibile, a trionfare come giocatore di football. Il film ha toccato il cuore di molti americani, pur con tutti i suoi cliché "strappalacrime";
affronta il tema dell'adozione, quello dell'integrazione tra bianchi e neri, di chi inizia la vita con un'infanzia sfortunata e le opportunità che sta a noi
cogliere e sfruttare. "E voglio ringraziare mia madre - ha aggiunto - per non avermi permesso di andare in macchina con i maschi fino a quando
ho avuto 18 anni, perché aveva ragione ad avere paura di quello che avrei potuto fare...".
"Mi sa che questo premio me l'avete dato perché non ne potevate più di me" ha scherzato la quarantacinquenne attrice, da vent'anni sulla
scena. Poi ha citato anche le altre quattro attrici candidate insieme a lei, in particolare Meryl Streep, alla quale la lega una solida amicizia.
Sandra Bullock, che cosa rappresenta per lei questo premio?
Spero che non sia la fine della mia carriera, che la gente non scappi nel sentire il mio nome... Confesso di non aver mai creduto di poter vincere un Oscar.
Ho sempre seguito la cerimonia, ho sempre amato lo show, sono stata spesso fra quelli che, sul palco, hanno presentato i vincitori. Ma non credevo che un
giorno avrei potuto riceverlo anch'io. Sono ancora sotto shock. E felice. E' stato tutto una sorpresa.
"The Blind Side" è venuto fuori dal niente e ha avuto un successo di pubblico straordinario."
Ha dedicato l'Oscar a sua madre (una cantante d'opera tedesca morta qualche anno fa, ndr). Che figura è stata, per lei, quella materna?
Mia madre mi ha sempre stimolata e incoraggiata a esercitarmi, praticare e studiare, indispensabile se davvero la mia intenzione era quella di diventare
un'attrice. E' lo stesso consiglio che darei a tutti i giovani che sognano di essere artisti, attori, ballerini, cantanti, pittori e via dicendo: dedicatevi
alla vostra arte con tutto quello che avete dentro. Siate originali, non imitate nessuno, camminate nelle vostre scarpe".
Lei è molto attratta da progetti sui giovani...
Non è una cosa consapevole, ma ogni tanto ti si presenta una storia che ti ispira, quando vedi qualcuno che supera le sue difficoltà. Quello che, ad esempio,
sta facendo la gente di New Orleans, che è un posto che amo tanto proprio per questi motivi".
Lei ha vinto un Razzie Award, ovvero la Pernacchia d'oro come peggiore attrice per "All About Steve", e il giorno dopo l'Oscar come migliore attrice.
Una situazione paradossale, non trova?
Molto. Siamo nel business dello spettacolo, è quello che dobbiamo fare, prendi il bene e il male. Io mi sono divertita un mondo alla serata dei Razzies.
E' quello che è, forse fa più sensazione perché le due cose sono successe a distanza di poche ore. Diciamo che il Razzie non mi permette di montarmi la testa,
mi fa restare umile.
Adesso come festeggerà?
Cibo! Voglio un hamburger e una montagna di patate fritte. Mi voglio sedere, togliere le scarpe, rilassarmi e mangiare. Sperando che non si spacchi il
vestito...
Ora che ha vinto un Oscar ci penserà bene prima di fare un semplice film commericale?
Niente affatto, voglio fare tutto. Non apprezzo chi mi dice che non posso fare qualcosa. Solo perché ho fatto film commerciali non significa che non potrei
fare piccoli meravigliosi film artistici. E solo perché ho vinto un Oscar non significa che smetterò di fare quelle commedie che fanno tanto ridere il
pubblico. Adoro far ridere la gente. Non so quale sarà il mio prossimo progetto, aspetto che si calmino le acque, poi vedremo. So che farò ancora degli errori
e farò alzare gli occhi al cielo alla gente. Forse farò qualcosa che funziona, ma voglio continuare a lavorare in ogni genere di film. Fino a quando non mi
chiederanno di smettere e di non rompere più le scatole.
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