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Intervista a Hugh Grant e Sandra Bullock

10 febbraio 2003
Katia Nobbio

Vestiti sportivi, ironici, divertiti, si scambiano battute e sorrisi, Hugh Grant e Sandra Bullock alla presentazione romana del film assomigliano molto a Gorge Wave e Lucy Kelson.

Sandra Bullock, come è stato essere al tempo stesso attrice e produttrice?
E’ stata un’esperienza distruttiva ma molto bella. E’ faticoso e difficile svolgere entrambi i ruoli ma con Hugh c’è sempre qualcosa da imparare. Ha un vero talento per la regia, è il primo a volere provare e riprovare le scene per migliorarsi. Ha saputo creare un’atmosfera unica sul set.

E per Hugh Grant come è stata questa esperienza?
I produttori non mi sono mai piaciuti. Sandy, però, è molto sexy, e poi mi ha ricoperto di elogi e regali. Io ho bisogno di essere adulato per rendere al meglio.

Che cosa vi è piaciuto di più dei personaggi?
(Sandra Bullock) Beh, il fatto che lei è una persona di gran lunga migliore di quanto io potrei mai essere. E’ stato carino essere come lei per tre mesi.
(Hugh Grant) Beh, il fatto che lui è molto diverso da me: straviziato, molto ricco, vuoto, cinico, playboy. Ho dovuto fare un grande sforzo come attore (ironico). E poi siccome voglio sempre studiare bene i ruoli prima di interpretarli per potermi immedesimare bene, ho passato gli ultimi tre anni a vivere come il personaggio.

Hugh Grant è mai dipeso così tanto da una donna?
Assolutamente sì. Mi piace circondarmi di schiavi, ho addirittura una signora che mi compra la biancheria intima...

Hugh Grant, perché il pubblico ama vedere gli uomini salvati dalle donne?
Forse molte donne desiderano il playboy ma vogliono anche un uomo solido, che sia una roccia e un buon marito. Se salva un playboy vuoto, la donna ottiene entrambi gli uomini che vuole e riesce ad averne due al prezzo di uno.

Perché preferite le commedie leggere ai drammi?
(Sandra Bullock) Fino agli anni Settanta e Ottanta c'erano bei ruoli femminili nelle commedie, poi molto meno. Vorrei che le commedie fossero di nuovo scritte per le donne. In questo momento comunque mi interessa più fare la produttrice che l'attrice: non credo invece che farò mai la regista o la sceneggiatrice, non ho abbastanza talento.
(Hugh Grant) Ho scoperto che mi riescono molto meglio. Nei film seri risulto molto noioso... lì va meglio un attore come Ralph Fiennes. Secondo me le commedie sono una sfida maggiore, e poi mi sento più a mio agio. Le interpretazioni brillanti sono come un soufflé: sembra facile, ma dietro c'è molto lavoro.

Che cosa pensa Hugh Grant degli Oscar?
Beh, qualsiasi premio mi andrebbe bene visto che non ne ho mai ricevuti. Comunque mi pare che gli Oscar vengano assegnati al miglior ruolo piuttosto che al miglior attore. Ci sono tanti ottimi attori, il punto è chi ha la parte più interessante.

Hugh Grant preferisce i ruoli da "bastardo"? Farebbe mai uscire sua figlia con un tipo come lui?
Come regola mi piace recitare lo stesso ruolo per cinque anni. Mi ero stufato di fare il bravo ragazzo. Beh, io incontro sempre molto volentieri la figlia di qualcuno…Comunque sì, tutto sommato non è così male il mio personaggio.

Sandra Bullock, perché la scelta di una New York così inedita?
Ho sempre voluto girare a New York. Dopo l’11 settembre sentivamo la responsabilità di far vedere la bellezza della città. Abbiamo deciso di mostrare un nuovo profilo, non la solita prospettiva da ovest con la Statua della Libertà e le Twin Towers. Ora che non ci sono più le Torri, abbiamo voluto far vedere la città dall’East Side. Il regista, Marc Lawrence, ha pensato a Coney Island, dove è nato e cresciuto, una zona dimenticata ma molto bella. New York viene sempre identificata con Manhattan, ma ci sono tanti altri quartieri meno conosciuti che meritano.