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Corazzata Bullock, il successo a 45 anni

Da “Ricatto d'amore” a “The Blind Side” l'ex birichina si scopre la più amata d'America

08 gennaio 2010
Maria Giulia Minetti
www.lastampa.it


Assolutamente a sorpresa la star americana che ha fatto incassare più quattrini nell’anno appena passato ed entra con le vele al vento nell’anno appena incominciato è la quarantacinquenne Sandra Bullock.
Lo dice il premio che ha appena preso, il People’s Choice Award, dove i voti arrivano direttamente dagli spettatori entusiasti che hanno gremito le proiezioni dei suoi film, e lo dice la classifica annuale dei proprietari di sale cinematografiche Usa, una «lista» nata nel 1932 che una donna, al vertice, l’ha piazzata solo otto volte. L’ultima è stata Julia Roberts, dieci anni fa.

Poco conosciuta in Italia (è dai tempi di Speed che non sfonda da noi; era il 1994, figuriamoci!), e un poco offuscata anche negli Stati Uniti, dove era ferma da un paio d'anni, Bullock sembrava (quasi) finita. È una di quelle attrici, infatti, inchiodate a parti di giovane donna intraprendente e birichina, che non reggono il passare del tempo. Un tipo di ruolo che ha fatto la fortuna, ma poi la disgrazia, di tante interpreti, ultima vittima la povera Meg Ryan (specializzata nella variante «tutto pepe»), cui una devastante plastica facciale ha dato il colpo di grazia.

Bullock, invece, com'è sfuggita al destino? I film del rilancio, The Proposal (da noi, ribattezzato Ricatto d'amore, è uscito in settembre nell'indifferenza generale) e The Blind Side (ancora senza distributore in Italia) sono un colpo di fortuna o una mossa calcolata? Chissà. Certo è che se il primo ricalca grosso modo il modello classico della commedia romantica con humor, cavallo di battaglia dell'attrice - che però qui è una boss imperiosa, una novità nel suo curriculum - il secondo è una vera sorpresa, e prepara la strada a un'ulteriore, e a ben pensarci non imprevedibile carriera della ritrovata star.

The Blind Side («Il lato cieco», ed è il lato scoperto dell'attaccante nel football americano) racconta la storia, vera, di un'affermata professionista di Memphis, Tennessee, sposata, madre di due figli, che accoglie in casa e poi adotta un teen ager nero, gigantesco, solo e abbandonato fin dall'infanzia, e a forza d'affetto, buon esempio, armonia familiare e quant'altro lo trasforma in un bravo studente e un bravissimo sportivo (finirà nella serie A del football americano). Bullock sostiene di avere a tutta prima rifiutato il ruolo, e di averlo accettato solo dopo un incontro con la donna che ne è il modello, Leigh Anne Tuohy, una «reborn christian» assolutamente convinta che la fede le indichi sempre cosa è giusto e cosa non lo è. «Io sono una persona tutta amore e generosità - le ha spiegato Leigh Anne - Ma prontissima a prenderti a calci nel sedere se fai qualcosa di sbagliato». L'attrice, che temeva un film «troppo latte e miele», a quel punto cambiò idea.

Figlia di una cantante d'opera tedesca, Sandra Bullock, invecchiando, l'anima teutonica la sta tirando fuori tutta. In The Blind Side assomiglia a un mezzo blindato più che a una gentile signora, a un ufficiale prussiano più che a un'amabile madre e sposa, il tutto, però, incartato in un aspetto mirabilmente lisciato - ah, le avesse chiesto il nome del suo chirurgo, la povera Meg Ryan! - e in un guardaroba eccessivamente attillato (ma casto come un'uniforme militare). La sua protagonista attraversa il film in modo così sicuro - per forza, la guida il Signore! - che nessuno può nemmeno sospettarla di qualche debolezza. Perfino l'allenatore della squadra di football si fa spiegare da lei il proprio mestiere, e adottandone i suggerimenti sconfigge la squadra avversaria.

Con Dio dalla sua parte, Bullock ci ha portato anche tutta l'America della destra cristiana e ha pure solleticato i liberal (il suo rapporto col ragazzo nero è fastidiosamente paternalistico, d'accordo, ma ci vuole una pelle più sensibile della media per risentirsene) e ha fatto l'en-plein. In più, ha trovato la strada per uscire dal cliché dell'eterna ragazza. Giù il cappello. Ma addirittura un Oscar, come tutti pronosticano? Perché no. Non sarebbe né la prima né l'ultima reverenza al box office (e ai buoni sentimenti) dell'Academy.